Tutti i concerti sono aperti al pubblico e il cartellone attrae tanto il pubblico locale quanto quello nazionale, con ricadute evidenti sulla crescita culturale del territorio.
La nostra intenzione è quella di contribuire alla valorizzazione nella città di Lecco del mondo dell’Arte e della Cultura, cui i pianoforti sono destinati.
I concerti sono ad ingresso libero con offerta (eccetto dove indicato), essendo i posti limitati è necessaria la prenotazione via email o cliccando qui


- Questo evento è passato.
Zambrini Danish Trio

Antonio Zambrini : pianoforte Jesper Bodilsen : contrabbasso Martin Maretti Andersen : batteria
Il formidabile trio jazz capitanato da Antonio Zambrini, con nostra grande gioia, torna a trovarci…
Formatosi a Firenze nel 2017, trio ha all’attivo ormai tre cd. Per Abeat records “Pinocchio e altri racconti” (2017), una rilettura di musiche di Fiorenzo Carpi per il cinema e la televisione negli anni 70-80, e “Incontro”. (2019). Il terzo album, “Quietly”, uscito nel 2023 online, per l’etichetta danese “Mingus records”, ha avuto a pochi mesi dall’uscita oltre 500.000 ascolti su Spotify, ed altri ancora sulle altre piattaforme digitali. Il trio ha alle spalle diversi concerti in Italia, Svizzera, Spagna, Danimarca. In alcuni di questi ha ospitato come solisti gli straordinari Fabrizio Bosso e Max Ionata. Intesa ed empatia tra i musicisti determinano un suono caldo e coinvolgente, sempre molto apprezzato dal pubblico dei numerosi concerti tenuti fin qui. Cenni biografici : Il contrabbassista e compositore Jesper Bodilsen, da Copenhagen, è ben noto in Italia grazie alla lunga e fortunata collaborazione con Stefano Bollani. Alcune sue composizioni sono entrate nel repertorio che il “danish” trio di Bollani ha proposto in tutto il mondo, e registrato per ECM. Martin Andersen, formidabile batterista sempre di scuola danese, ha suonato e vissuto in mezzo mondo, lavorando con personaggi come Yousef Lateef, Perico Sanbeat, Ray Anderson. Lew Soloff, Chano Dominquez, Dave Kikoski, Jorge Rossy, New Jungle Orch di Pierre Dorge, seguendo una sua naturale inclinazione verso le musiche del mondo e la contaminazione con suoni afro cubani e ispanici. Il repertorio “live” del trio alterna composizioni originali di Zambrini e Bodilsen, qualcosa dal lavoro su Fiorenzo Carpi, e talvolta Nino Rota, brani dal repertorio brasiliano degli anni 70 (Veloso, Buarque, Rodriguez)


